LA DISSIDENZA A CUBA

Dal mese di marzo l'immagine di Cuba è sotto attacco da parte della stampa internazionale e pure di formazioni politiche e associative.

Zapata Il decesso in carcere del detenuto Orlando Zapata Tamayo, comunque doloroso nelle modalità e circostanze, tali da lasciare una traccia in tutti gli animi sensibili e solidali, è stato oggetto di una formidabile strumentalizzazione al punto che il governo è stato posto sotto accusa in materia di attenzione e rispetto dei diritti civili, nonostante da decenni l'isola caraibica si stia prodigando in sostegni umanitari a favore di molte popolazioni e stati, nonostante le difficoltà proprie di un paese ad economia settorialmente carente.


Elenchiamo alcune informazioni sulle politiche sociali:

  1. sanità, istruzione, abitazione, lavoro e sicurezza ambientale sono diritti affermati e consolidati da molto tempo per tutta la popolazione. I bambini hanno diritto a una alimentazione particolarmente attenta fino ai 14 anni. Ci sono mense per gli anziani soli. Gli adulti hanno diritto a lunghi periodi di distacco dal lavoro - con salario - se scelgono una riqualificazione professionale, l'università è gratuita e vi accedono gli studenti meritevoli a seconda delle abilità settoriali dimostrate

  2. la percentuale di mortalità infantile si attesta al 7 per mille, la durata media della vita è 77 anni, entrambi i dati sono su livelli europei

  3. a Cuba sono ospitati e studiano gratuitamente migliaia di studenti universitari provenienti da paesi di tutti i continenti,alcune centinaia sono nordamericani

  4. terremoto ad Haiti: i primi soccorritori sono stati i 400 medici e paramedici cubani da tempo presenti nel paese perchè impegnati in missione umanitaria;ad essi si sono aggiunti altri contingenti,e pure 249 giovani haitiani,studenti  di medicina in Cuba

  5. bambini di strada: ce ne sono 200 milioni nel mondo,nemmeno uno a Cuba

  6. missioni all'estero: sono assai numerose, riguardano la cooperazione in vari campi e vede impegnati medici, veterinari, agronomi, ingegneri, insegnanti; col metodo YA YO PUEDO sconfiggono l'analfabetismo  degli adulti  in Bolivia, in Nicaragua e altri stati, con OPERACION MILAGRO hanno ridato la vista a 1.400.000 persone dell'America Latina intervenendo sulla cateratta

  7. a Cuba non ci sono MAQUILLADORAS, cioè insediamenti industriali a capitale straniero e manodopera locale in regime extragiurisdizionale con operai sottoposti alle regole interne della multinazionale e non protetti dalle leggi del loro paese

  8. gli uragani colpiscono duramente l'area dei Caraibi e non solo, imponendo un pesante tributo anche in vite umane; il servizio di prevenzione attuato nell'isola ha ridotto al minimo, a volte anche azzerato, il numero delle perdite umane, mentre purtroppo altrove si registrano numerosi decessi.

Parte del documento base di discussione al prossimo congresso dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. 

...Resta fermo il  nostro giudizio circa il ruolo che la Rivoluzione Cubana ha avuto e continua avere come punto di riferimento per le lotte di emancipazione dei popoli del terzo mondo ed in particolare con i Paesi dell’America latina che dopo lunghi anni di sudditanza all’imperialismo Usa hanno dimostrato che è possibile una politica diversa e che le prospettive per un altro mondo sono possibili. Forse è proprio per questo che stiamo assistendo sia negli Usa che in Europa e quindi anche il nostro Governo, ad un pesantissimo attacco sia mediatico che politico tendente ad isolare Cuba e la sua Rivoluzione.

Questo accade in un momento particolare in cui il capitalismo e l’imperialismo stanno dimostrando il loro fallimento nella politica economica e di giustizia  sociale. Non vi è nessun Paese dei cosi detti Paesi industrializzati dove non stiano  pagando la crisi economica, finanziaria e occupazionale provocata dai cantori del “libero mercato” della “globalizzazione” a lavoratori, pensionati e classi sociali più deboli, innescando una guerra tra i poveri e tra generazioni  che provocano poi momenti di razzismo e xenofobia nei confronti dei migranti.


Dopo la caduta dei sistemi “socialisti” nei Paesi del Comecon, tra cui Cuba, anziché ammettere le colpe e le responsabilità del “sistema capitalistico” della “Globalizzazione” e del “Mercato come garante della democrazia” non trovano di meglio che deviare il discorso contro Cuba e la sua Rivoluzione Socialista decidendo di aumentare le difficoltà che il cinquantennale  illegale “bloqueo” ha provocato e provoca al popolo cubano. 

In questi giorni abbiamo assistito al feroce attacco che l’esercito Israeliano ha prodotto nei confronti di navi della solidarietà che si stavano recando in Palestina, a Gaza, provocando ben 9 morti,centinaia di feriti e l’arresto oltre 600 pacifisti che accompagnavano la flottiglia.

Il Governo italiano dimostrandosi un’altra volta suddito fedele, assieme agli Usa ed all’Olanda ha votato contro la decisione della Commissione ONU per i Diritti Umani di far effettuare da una Commissione internazionale le indagini  del perché vi sia stato un così pesante attacco e assassinio di 9 civili oltre aver  ferito centinaia di pacifisti, oltretutto  avvenuto in acque internazionali.

Però nessun documento di condanna è stato approvato dagli Usa, dalla Ue e dal governo delle destre guidato da Berlusconi Come possono questi governi pensare di avere la patente di Paesi “democratici” quando non accettano che l’ONU e a maggioranza, la sua Commissione per i “diritti umani”  possano indagare per atti gravissimi commessi da un Governo che in più di un’occasione è stato considerato come un Governo che non rispetta i “diritti umani”.

Oltretutto  condannato dalla Corte Internazionale dell’AIA per la costruzione del muro che ruba territorio e impoverisce ulteriormente il territorio Palestinese occupato da palestinesi  della Cisgiordania. Di fronte a  questa politica dei “due pesi e due misure”, non ci sono  solo le forze politiche  conservatrici e reazionarie ma anche quelle che si considerano democratiche e progressiste oltre  a molti giornali cosi detti “liberi e indipendenti”, Tv  statali e private che preferiscono fare la politica degli struzzi.

Nel nostro Paese da gennaio ad oggi ci sono stati ben 39 suicidi di poveri cristi il più delle volte condannati per reati minori, comunque ridicoli rispetto alle varie lobbies che hanno depredato il Paese.

Il giorno dopo, con ridicoli spazi nelle pagine interne del giornali e delle tv, non si parla più di niente se si escludono proposte che vorrebbero aumentare gli spazi in cui recludere sempre più manovalanza crimonosa. Mentre contro Cuba vi è un’unità di intenti nell’attacco  e nella discriminazione politica ed economica che preoccupa e offende chi pensa che un altro mondo sia possibile.......

 


LA BBC ROMPE I TABÙ SULL’OPPOSIZIONE
DEMOCRATICA A CUBA

di Gennaro Carotenuto(24 marzo 2009)

Vizi privati e pubbliche virtù dei dissidenti cubani in genere santificati dai media e che accusano l’Unione Europea di tradimento. Se a rivelarne pochezze ed estremismi e disegnare un quadro dal quale i dissidenti cubani appaiono come tutt’altro che degli eroi disinteressati è una giornalista come Rosa Miriam Elizalde, questa può essere accusata di essere una penna al servizio del regime castrista. Ma se a scrivere le stesse cose è la BBC allora le cose si complicano e per la stampa mainstream non resta che ignorare la realtà.

È finita la moda di isolare Cuba.

Con l’annuncio di El Salvador e Costarica dell’imminente ristabilimento di piene relazioni diplomatiche ed economiche con l’isola, nessun paese latinoamericano accetta più l’ideologia dell’isolamento dell’Isola grande voluta dagli Stati Uniti.

El Salvador e Costarica erano gli ultimi due paesi a non aver ancora ristabilito relazioni a 50 anni dalla rottura del 1959. E con la fine dell’isolamento decade anche la costruzione artificiale dei capi dell’opposizione, ai quali piace farsi fotografare con personalità straniere a partire dall’incaricato d’affari statunitense che (durante il governo di George Bush lo faceva apertamente) versa loro faraonici stipendi. Non solo, la BBC testimonia che nessuna delle personalità internazionali che negli ultimi 15 mesi ha visitato Cuba ha voluto incontrare i leader della dissidenza, cosa che prima era un must di qualunque rappresentante politico che si recasse a Cuba.

Neanche Michelle Bachelet, la presidente cilena, che pure in passato aveva avuto parole aspre verso la Rivoluzione, ha voluto vedere i capi dissidenti. In compenso si è fatta fotografare con Fidel Castro e suo fratello Raúl. Cristina Fernández, presidente Argentina, non si è posta neanche il problema. Il presidente del Costa Rica, e premio Nobel per la Pace, Oscar Arias, non ha speso neanche una parola per loro nel discorso col quale annunciava il ristabilimento delle relazioni e il Commissario Europeo Louis Michel, incaricato delle negoziazioni tra UE e Cuba, non risponde neanche al telefono.

Qual è il motivo di tanto isolamento per figure che fino a poco tempo fa potevano ottenere facilmente un’intervista su di un grande quotidiano internazionale? Non sono sempre gli stessi i Vladimiro Roca, Martha Beatriz Roque, Antúnez, Elizardo Sánchez per incontrare i quali politici e giornalisti facevano a gara (strano regime Cuba…)? Sì il problema, sempre secondo la BBC, è che sono sempre gli stessi, decine di milioni di dollari dopo, soldi passati dalle loro mani, che hanno consentito loro impensabili tenori di vita e a volte sono rimasti impigliati nelle loro mani.

Per la dignità della mentalità cubana chi riceve soldi dal nemico, e lo ostenta, non è un dirigente possibile di nulla. Perfino Sánchez ha ammesso che in questi anni l’oro di Washington non solo non ha provocato la caduta della Rivoluzione ma ha bruciato chi lo ha accettato. Vladimiro, Martha Beatriz e gli altri allora sono così sempre gli stessi da non aver capito che non solo la guerra fredda è finita ma è passato anche il periodo speciale e infine il bushismo con la pretesa di strangolare l’isola.

E allora, proprio nel momento in cui le aperture di Barack Obama fanno sperare in un miglioramento desiderato da tutti i cubani dal punto di vista delle rimesse e delle visite dei parenti emigrati in Florida, come può venire in mente ad uno dei dissidenti più in vista, Antúnez, al secolo Jorge Luis García, di pretendere che Barack Obama mantenga tutte le restrizioni e di attaccare quei cubani emigrati che desiderano tornare nell’isola a visitare le famiglie.

E non suona completamente fuori dal mondo quel mettere per iscritto un’accusa di tradimento contro l’Unione Europea da parte dei dissidenti più in vista? I nodi stanno così venendo al pettine. Perché in 50 anni e nonostante vari periodi difficili per la Rivoluzione non sono mai riusciti ad aumentare le loro fila? A chi parlano davvero i dissidenti cubani? A chi li finanzia o al popolo cubano? Di certo non sembrano parlare ai cubani che, anche se stanno molto meglio rispetto al periodo speciale, continuano a fare vita difficile, soprattutto se non possono avere dollari a disposizione.

Se l’opposizione esige la liberazione dei prigionieri politici (alcune decine quasi sempre dimostrabilmente a libro paga dell’ambasciata statunitense), elezioni multipartitiche, ritorno del capitalismo, libertà di stampa, indipendentemente o no dalla giustezza di tali rivendicazioni l’opinione pubblica cubana sente al contrario il bisogno di miglioramenti economici, nell’alimentazione, nei trasporti.

Le necessità della popolazione però lasciano indifferente l’opposizione che punta al tanto peggio tanto meglio per risolvere i conti aperti con la Rivoluzione. Perfino un sondaggio realizzato in maniera segreta nell’isola dal Partito Repubblicano statunitense confermerebbe lo scollamento totale tra opinione pubblica e un’opposizione incapace di interpretare il malessere della popolazione ma capacissima di incassare soldi a palate da un paese nemico come gli Stati Uniti e di farsi fotografare con diplomatici statunitensi, materiale che i media governativi hanno gioco facile a mostrare: dissidenti di professione.

Tutto ciò può essere visto con i propri occhi a Cuba, può essere letto su reportage della BBC, ma non può essere scritto sui nostri giornali mainstream.

Per loro Martha Beatriz e gli altri devono continuare ad essere degli eroi.

 

fonte http://www.gennarocarotenuto.it/


Gennaro Carotenuto insegna Storia del Giornalismo presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Macerata. Laureato in Storia presso l’Università di Pisa e dottore di ricerca a Valencia, Spagna, è stato prof. invitato in università in Uruguay, Cile, Tunisia.

Giornalista pubblicista, dal 1998 collabora con programmi di Radio3Rai e il trimestrale Latinoamerica dove scrive dal 1992. Ha lavorato o collaborato con quotidiani come El País di Madrid, La Stampa di Torino, La Jornada di Città del Messico. Dal ‘97 è analista di politica internazionale ed è socio della cooperativa editoriale del settimanale uruguayano Brecha.

Nel 2005 ha pubblicato Franco e Mussolini, la guerra vista dal Mediterraneo, Sperling&Kupfer, Milano.
Nel 2007 ha curato il volume Storia e comunicazione. Un rapporto in evoluzione, EUM.
Nel 2009 Giornalismo partecipativo. Storia critica dell’informazione al tempo di Internet.


Ultime notizie!!!!

I venezuelani appoggiano la consegna a cuba del Terrorista Chávez Abarca (La stampa italiana ignora)

Trattasi di uno dei terroristi responsabili della bomba che uccise, nel 1997 a l'Avana, il cittadino italiano Fabio Di Celmo (qui)


Fonte: Prensa Latina (www.prensa-latina.cu)

02.07.2010 Caracas - Traduzione Filippo manghisi -

Le vittime venezuelane delle torture appoggiarono oggi la consegna  a Cuba del terrorista Francisco Chávez Abarca , catturato a Maiquetía Giovedi all' International Airport.

Su Chávez Abarca pesava  un mandato di cattura emesso dall'Interpol su richiesta delle autorità cubane per il suo coinvolgimento in attentati dinamitardi in alberghi all'Avana nel 1997, che causarono anche la morte di un turista Italiano(Fabio di Celmo). "Sarebbe bello di consegnarlo a Cuba. Non è Mai troppo tardi quando la giustizia fa il suo corso" ha detto a Prensa Latina Brenda Esquivel, torturato sotto gli ordini di un altro terrorista Luis Posada Carriles, quando svolgeva compiti di  polizia politica venezuelana nei primi anni 70'.

Per Esquivel, le persone oneste e amanti della giustizia dovrebbe essere felice con l'arresto del fuggitivo e l'annuncio del presidente Hugo Chavez  che dopo averlo interrogato di volerlo consegnare all' Interpol per la spedizione nell'isola.

Il leader socialista informò oggi l'opinione pubblica della cattura di Chávez Abarca, considerato la mano destra di Posada Carriles in atti di sabotaggio contro gli interessi cubani, compresi gli attacchi in Messico e Bahamas. Anche  Esquivel, Jesus Marrero ha accolto con favore l'arresto del terrorista e la possibilità di consegnarlo a Cuba.

Si tratta di un individuo dal passato molto scuro, che deve rispondere contro i crimini commessi al popolo cubano, ha detto a Prensa Latina.

Secondo Marrero, senza dubbio le affermazioni di terroristi assassini per raggiungere Venezuela . Sicuramente era qui per questo  ma non sanno che se uccidono Hugo Chavez qui insorgerà un popolo, ha ammonito.

Marrero e  Esquivel approfittarono di queste dichiarazioni  per  chiedere agli Stati Uniti l'estradizione di Posada Carriles, autore strategico dell'esplosione in volo  di un aereo della Cubana con 73 persone a bordo nel 1976.




Francia Cuba, i media occidentali e il suicidio
di Orlando Zapata Tamayo
  Articolo di Salim Lamrani
 
Flag Ita Perchè i media su Cuba continuano ad essere scorretti?

 

Articolo di Gianni Minà


Flag_Cuba Altri articoli sul caso Zapata Tamayo
   
 
Flag_Cuba Intervista del 2003 a Nestor Baguer,
agente infiltrato fra i dissidenti cubani.
   

Infine, un estratto del Codice Penale Italiano in vigore.

Articolo 246. Corruzione del cittadino da parte dello straniero.
Il cittadino, che, anche indirettamente, riceve o si fa promettere dallo straniero, per sè o per altri, denaro o qualsiasi utilità, o soltanto ne accetta la promessa, al fine di compiere atti contrari agli interessi nazionali, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da lire(*) un milione a quattro milioni.
Alla stessa pena soggiace lo straniero che dà o promette il denaro o l’utilità.
La pena è aumentata:
1) se il fatto è commesso in tempo di guerra;
2) se il denaro o l’utilità sono dati o promessi per una propaganda col mezzo della stampa.

(*) convertite in Euro dal 2002